Storia

Lazzari Isaia S.r.l. Società unipersonale è una azienda famigliare che nasce nel 1960, quando Isaia Lazzari intraprende l’attività artigianale della lavorazione del marmo. Dopo più di 40 anni di esperienza, grazie alla professionalità dei suoi operatori  e all’ausilio di macchinari all’avanguardia, la ditta Lazzari Isaia S.r.l. Società unipersonale è in grado di realizzare singoli pezzi e produzioni in serie con la stessa cura ed attenzione, garantendo la massima qualità dei prodotti, dalla fase di selezione dei materiali al prodotto finito.

La ditta Lazzari Isaia S.r.l. Società unipersonale oggi produce una grande quantità di articoli, top per bagno, piani cucina, lavorati per l’edilizia come scale, camini, pavimentazioni, il tutto con i più svariati tipi e colori di pietre, marmi, graniti e materiali compositi.

Lazzari Isaia S.r.l. Società unipersonale
Via Europa, 46 - 26040 Scandolara Ravara (CR)

P.IVA e C.F.: 01019570199

ARTICOLO PUBBLICATO DAL GIORNALE “LA CRONACA DI CREMONA” IL 24/03/2003:
“COSI’ SCOLPISCO LA FEDE”

Isaia Lazzari ascolta la voce del marmo, la segue e la riporta in vita.
Ha il dono di rendere visibile l’amore tra l’uomo e la pietra che spesso è molto nascosto.

(Articolo scritto da Marianna Ghigna)

Lavora immerso tra enormi lastre di marmo. Vive in simbiosi con le sue creazioni che nascono da questi blocchi, nell’intento di spingere, sempre un po’ più avanti, la lenta e lunghissima storia della scultura. ISAIA LAZZARI è così, un artista di Scandolara Ravara che continua la tradizione delle sculture fatte a mano.

Del resto, che cos’è più importante di creare la forma facendola emergere da blocchi informi?
Per questo scultore il tempo sembra essersi fermato. Silenziosamente assorto nel gesto di battere il martello, questo artista è consapevole della sua missione: far rinascere ciò che è vecchio quanto il mondo. E lei la pietra è sempre li: tace e attende la sua mano che la scolpisca.
Nelle sue opere Lazzari scompare, immergendosi totalmente nelle forme e nelle curve del marmo, che ha il dono dell’eternità come egli stesso afferma : “Proprio perché siamo umani- commenta Lazzari – toccati da un soffio brevissimo di vita, riusciamo a percepire la potenza del marmo. E ascoltare quella voce che dice di scolpire in un punto piuttosto che in un altro”.

Ma cosa la spinge verso quest’arte?
“Lo scultore – dichiara – viene richiamato dal fascino di questo materiale. Ma bisogna ascoltare quello che il marmo dice, e seguire la sua volontà delineando le forme e scolpendo i lineamenti.

Quindi, qual è il segreto per uno scultore?
Cercare di rendere visibile l’amore profondo tra l’uomo e la pietra traendo spunto dalle viscere della terra da cui il marmo viene estratto. E’ quasi una relazione amorosa: ciò che viene chiamato scultura, è il sogno di aver dato forma ad una massa informe.

Che genere di opere fa?
Soprattutto sculture sacre, in una difficile ricerca della verità. Tutto il mio lavoro verte in questa direzione, come il monumento dei Caduti di Cappella De Picenardi, la Madonna con l’ammalata dell’ospedale di Cingia Dè Botti, e la Cappella Bonfanti di Cella Dati.

Cosa prova mentre scolpisce un blocco di marmo?
Una gioia speciale e una sensazione di felicità. Il marmo grezzo che utilizzo deve essere scalfito per ricercare quella forma celata con cura e amorevolezze nel ventre della terra per milioni di anni, e riportarla nuovamente a conoscere la luce del sole.

Quanto tempo può impegnare una scultura?
E’ impossibile stabilirlo, anche perché si tratta di un lungo processo in cui il blocco di marmo diventa metà, forse un terzo. E a forza di togliere, piano piano materia da cui fuoriesce la voce della pietra. Ciò che la scalpello leva non tornerà mai più e può anche essere che tra i pezzi scolpiti distrattamente sia nascosta una curva di straordinaria bellezza. E’ un rischio che, però, si deve correre. Con grande pazienza e molto spirito d’attesa.

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